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L’IMPORTANZA DELL’ASSICURAZIONE PRIVATA CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI PER LE AZIENDE

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La ripresa dello sviluppo industriale in Italia post- Covid19 ha inevitabilmente prodotto un consistente aumento degli infortuni sul lavoro

L’INAIL, che da oltre novant’anni fornisce coperture e tutele ai Lavoratori Italiani, segnala i dati statistici in materia e per quanto riguarda i numeri definitivi del 2022 ha evidenziato un aumento del l’aumento delle denunce in complesso rispetto all’anno precedente (+24,6%) che è l’effetto di un incremento del 27,0% degli infortuni in occasione di lavoro (da 480mila a quasi 610mila casi) e dell’11,0% di quelli in itinere (da 85mila a 94mila) complice il calo del ricorso al lavoro agile nel 2022 rispetto ai due anni precedenti rilevato dall’Istat.

Il trend del 2023 è in ulteriore aumento e nell’opinione pubblica hanno destato grande impressione alcuni gravissimi eventi, come ad esempio il drammatico incidente alla Stazione Ferroviaria di Brandizzo, che è costato la vita a cinque Giovani Lavoratori.

Senza voler toccare i tasti del dolore e della sofferenza umana che toccano le Persone coinvolte in queste situazioni, è necessario soffermarsi sulle conseguenze economiche e sociali che debbono affrontare i Datori di Lavoro e le loro Aziende a fronte di tali fatti.

Sotto questo profilo, è ancora troppo radicata la convinzione che il versamento dei contributi all’INAIL metta il Datore di Lavoro al riparo da responsabilità, sanzioni e risarcimenti.

Occorre dunque sottolineare che, nonostante l’intervento dell’Assicuratore Sociale (nel caso l’INAIL), permangono a carico del Datore responsabilità sia sotto il profilo penale sia sotto il profilo civile: infatti qualora si provochino la morte o lesioni gravi (quantificate in appena 40 giorni di prognosi) e vengano riscontrate irregolarità e mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza del lavoro (situazione purtroppo frequentissima, anche per la dovizia e dettaglio delle norme), il Datore ne sarà pienamente chiamato a rispondere.

Tutto questo pone il Datore in una posizione estremamente rischiosa:

    • in ambito penale vi sarà procedimento d’ufficio, con tutte le possibili sanzioni, anche detentive;
    • in ambito civile, dapprima, l’INAIL potrà recuperare quanto pagato al Lavoratore per il danno provocato alla sua vita (danno biologico) tramite una semplice azione di regresso;
    • sempre in ambito civile, il Lavoratore potrà richiedere qualsiasi altro danno che INAIL non abbia pagato, come ad esempio il danno morale, il danno esistenziale, il danno da immagine e così via.

Appare evidente che i Datori debbono alzare sempre più la loro attenzione per una corretta azione di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, ma tutto ciò potrebbe non essere sufficiente.

Ed è qui che l’importanza delle coperture assicurative in materia diviene elemento fondamentale e richiede la massima attenzione da parte dei Datori.

Infatti la polizza che copre questo rischio (definita abitualmente RCO) ha un duplice oggetto, collegata ai rischi evidenziati: da una parte tutela contro l’esperimento dell’azione di regresso dell’INAIL e dall’altra consente di far fronte alla richiesto del diverso danno richiesto direttamente dal Lavoratore danneggiato.

Per meglio comprendere la portata di queste situazioni è indispensabile ricordare che il sistema giudiziario italiana prevede, giustamente, una valutazione estremamente alta per queste tipologie di infortuni e malattie professionali: i risarcimenti in caso di invalidità permanente significativa raggiungono importi milionari e, qualora si verifichi la morte, abbiamo valutazioni che spesso superano largamente i due milioni di euro.

Ne scaturisce la inevitabile conclusione che la copertura INAIL si rivela in tale ipotesi del tutto effimera e che le somme poste a risarcimento possono mettere in ginocchio l’Azienda e costringerla al fallimento, con le pesantissime ricadute sugli altri Dipendenti e le loro Famiglie.

Solo una copertura assicurativa può minimizzare un rischio così rilevante, e non sarà sufficiente disporre di “una polizza rco”: sarà indispensabile avere una copertura davvero adeguata, sia come massimali assicurati, sia come complesso delle clausole operanti in caso di sinistro.

Per l’individuazione della migliore formulazione il Datore dovrà essere seguito e consigliato da chi dispone della necessaria competenza tecnica e della possibilità di miglior accesso al mercato assicurativo e sotto questo profilo il Broker rappresenta la soluzione più efficace, in virtù dell’incarico conferitogli dal Cliente e che ne garantisce l’operatività nell’interesse di quest’ultimo.

In un ambito così delicato, divengono fondamentali la conoscenza della problematica e la possibilità di avere rapporto aperto con tutte le Compagnie operanti.

Inevitabilmente la copertura rco, indispensabile sotto il profilo del risarcimento civilistico, non opera per quanto attiene agli aspetti penalistici che di certo molto preoccupano il Datore.

Ebbene, anche in quest’ottica, il mondo assicurativo può essere d’ausilio con una polizza di copertura delle spese legali di difesa penale: questa garanzia consente infatti al datore di scegliere in autonomia il proprio legale di fiducia in un momento particolarmente delicato per la Sua persona e la Sua Azienda.

Dunque il complesso delle prestazioni assicurative consente di poter impostare un efficace piano di tutela a fronte della ampiezza del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali: se il datore ne comprende l’importanza e si affida ad un intermediario qualificato come il Broker, raggiungerà il duplice obiettivo di tutelare anzitutto se stesso e la sua Impresa ma anche le famiglie che vivono grazie alle tante attività che ogni Azienda sviluppa.

Per approfondimenti contattare Verspieren Italia all’indirizzo mail info@verspieren.it

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